Perfil de Ciccia♥ ·.·´¯`·.·♥ La ViTa E'...FotosBlogListasMais Ferramentas Ajuda

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26 de março

Amami

Non smettere proprio ora…

continua a riscaldare il mio cuore freddo,

non smettere proprio ora…

condividi senza timore le tue gioie

con chi ha fatto di tutto affinché tu le avessi.

Non lasciar la tua anima inesplorata,

porgila a colui che si è impegnato ad arricchirla.

Con te, è dolce persino quel pianto amaro.

Scivolano sul mio viso silenziose lacrime,

disegnando un sorriso profondo.

Amami, o sole della notte

perché finchè tu lo farai

potrò piangere queste lacrime dolci

e disegnare con esse,

ancora un sorriso per Te.

 

Questa poesia è di Gianluca Nasini.

Mi piace veramente tanto ed ho deciso di pubblicarla

nel mio blog!

Un bacione

VERONICA

24 de março

Dieci e Lode

Mia mamma mi ha consegnato
un premietto...
Grazie mammina! :-D
 

 

Il regolamento
Come si assegna?

Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole,
 come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare,
con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!)
sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione
non denotino valori negativi come l'istigazione al razzismo, alla violenza,
alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il
"Premio D eci e lode" si dissocia
e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:

- esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto; è un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
- linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
- se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
- inserire questo regolamento;
- premiare almeno un blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio
per permettere la sua diffusione,
 ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta,
 a meno che si desideri farlo.
Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca
 per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano concquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i
"Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole
(a parte il primo)
 anche a distanza di tempo, per sempre.
Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione.
 Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link
in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.

 

20 de março

Ragazzi...Buona Paqua!

Leggenda di Pasqua


C'erano una volta due fratellini che si chiamavano Gianni e Mattia e si volevano molto bene.
Passavano insieme tutto il tempo, giocavano insieme, e sempre cantavano una canzoncina che
loro stessi avevano inventato e che diceva così:
storno stornello
la luna s'è accesa per Maria
che cuce una camicia al Bambinello.
Passarono gli anni e i due fanciulli divennero che uomini e persero i genitori; poco dopo la morte
di questi ebbero una lite a causa dell'eredità e divennero nemici. Separarono le loro case, e,
mentre Gianni viveva al piano, Mattia si trasferì sul monte.
Era il tempo della Pasqua e Mattia, nella sua casa montana, f
ece tutti i preparativi per le sante feste.
La sua casa brillava come uno specchio e sulla tavola erano disposti i pani, le uova,
 la torta pasquale, affinché il prete li benedicesse...
E Mattia, indossato il più bel vestito e preparata un'offerta da fare al Signore, attese la benedizione. .
Ma come poteva la benedizione arrivare sino a lui, se si era dimenticato di riconciliarsi con suo fratello?
Il Signore, infatti, desidera prima di ogni cosa che gli uomini onorino le feste stando
 in pace e in concordia tra di loro.
Perciò, passarono le ore e discese la notte, ma
la benedizione pasquale non venne alla casa di
Mattia:.
Pensando che a causa della distanza e dell'altezza il prete avesse tralasciato la sua casa,
triste e solo Mattia si accinse alla cena. Ma quando portò alla bocca il cibo,
si accorse che i pani, le uova e la torta pasquale e tutte le buone vivande che aveva preparate,
si erano trasformate in sassi.
Cosi Mattia capi di non essere in grazia del Signore, ma non ne trovò il motivo.
Poco dopo senti bussare all'uscio; nascose in fretta i cibi pietrificati e apri.
Era un vecchio viandante sorpreso dalla tempesta, che chiedeva ospitalità.
Infatti il cielo, poco prima sereno, si era tutto rannuvolato, il vento della bufera si era
levato e la terra fu in preda della pioggia e delle raffiche.
Mattia accolse il viandante e si scusò con lui di non avere alcuna provvista.
Devi accontentarti di una seggiola e di un letto gli disse.
E sia lodato Iddio che me li concede e grazie a te per la tua bontà rispose il viandante.
Era un uomo magro che sorrideva spesso e guardava con occhi profondi.
Da dove vieni? chiese Mattia.
Vengo da molto lontano - disse l'uomo.
Ho girato molte terre e ho visto celebrare la Pasqua in molti luoghi. Il mio cuore è pieno di gioia,
 perché mi pare che oggi tutti gli uomini siano buoni e felici.
Non io disse allora Mattia, pieno di tristezza.
E perché mai? Domandò il viandante.
Hai una bella casa, un bel vestito. Il tuo viso aperto e sano rivela che anche il tuo spirito è ricco di doni celesti;
 perché dunque non sei felice?
Veramente, - continuò il viandante - gli uomini non sono mai contenti.
Anche un'altra casa ho visitato quaggiù al piano,-in cui dovrebbe regnare la letizia;
figurati che essa è' allietata pure da due graziosi figlioletti..
 uno dei quali è nato proprio ieri. Eppure il padrone di quella casa era triste, cupo,
pareva quasi che una sciagura incombesse su di lui. Se il suo figliolo non mi avesse
rallegrato cantando alcune belle canzoncine, davvero la mia visita sarebbe stata assai triste.
Una specialmente ricordo di ,quelle canzoncine...
Com'è? - chiese Mattia col fiato sospeso.
Mi pare che sia cosi:
Storno stornello
la luna s'è accesa per Maria
che cuce una camicia al Bambinella.
A Mattia batté il cuore perché in quel minuto capi. Il viandante sorrise e gli disse addio.
Mattia si decise e si preparò a scendere al piano. Mise in una bisaccia i cibi di pietra
per gettarli nel torrente, e usci. Aveva fatto pochi passi, quando la pioggia tempestosa cessò
e da un punto all'altro del cielo si tese un grande arcobaleno.
Arrivato al torrente, fece per gettarvi le pietre che aveva nella bisaccia, quando si accorse
che i cibi pasquali avevano ripreso tutta la loro freschezza. Ed allora lodò Dio.
Cosi arrivò alla casa del fratello. Questi, appena lo vide, senza dir parola, gli apri le braccia
e il loro abbraccio bastò a cancellare ogni ombra di rancore e di tristezza.
Tutti si raccolsero intorno al bambino nella culla. Poi cenarono coi cibi por;ati da Mattia e mai
avevano gustato cibi più saporiti.
E fu una Pasqua tra le più felici.
Più tardi, quando Mattia rientrò nella sua casa del monte accompagnato da Gianni, senti un
odore d'incenso. Chi dunque era entrato a benedire se la porta era chiusa?
Nell'entrare essi intravidero nella penombra un leggiero lembo celeste e stellato, che scompariva
dietro l'uscio; forse era il vestito di un angelo.
Cosi la benedizione pasquale fu portata anche nella casa di Mattia.

14 de março

La droga

La droga
 
 

Di droga si muore. Questo ormai è un fatto certo: lo sanno tutti.

Eppure molti ragazzi cercano questa disastrosa esperienza.

A nulla valgono le raccomandazione dei genitori, i consigli e le spiegazioni

dei medici e degli esperti, che, preoccupati da questa piaga che sta dilagando

anche nelle scuole, sempre più frequentemente ripropongono, come tema di discussione,

questo scottante argomento. Psicologi e sociologi si arrabattano per trovare

una spiegazione valida a questo fenomeno, per cercare di capire quali sono le motivazioni

 che possono spingere un ragazzo a drogarsi.

Io sono giovane e non posso capire tutte queste sofisticate disquisizioni,

ma penso che la prima volta, si prenda la droga per una sorta di gioco,

 per il gusto del rischio in se stesso, per il desiderio di sentirsi

 più grandi e più vissuti di tutti

gli altri compagni. In ogni scuola, in ogni classe, c’è sempre un gruppetto di ragazzi

che si atteggiano ad adulti. Parlano in modo grossolano, bestemmiano,

bevono liquori come io mastico gomma, trattano i propri compagni come degli

sprovveduti bambini, a cui bisogna insegnare tutto della vita.

Questi ragazzi allora, proprio per mantenere la loro supposta supremazia sui compagni,

si sentono spinti, quasi fosse un dovere a tentare tutte le esperienze possibili

 ed immaginabili. Ecco allora, se si presenta l’occasione, anche di prendere la droga

dà un certo tono, contribuisce a farli sentire ancora più diversi dagli altri.

Credono così di porsi su di un piano più alto, da cui possono dominare incontrastati.

Non capiscono che sono invece caduti in fondo ad un pozzo, da cui difficilmente

potranno uscire, se non a prezzo di grandi sacrifici e sofferenze.

In molti casi è infatti più difficile da superare la revisione totale della propria vita,

che non sulla stessa disassuefazione della droga.

 Fintantoché la droga restava una moda americana, questi ragazzi bevevano e,

di sbronza in sbronza, riuscivano a rovinarsi anche così.

Ma, della porta della scuola, all’alcool si aggiunge la marijuana e

poi si passa agli allucinogeni ed alle cosiddette droghe pesanti.

Quanto più si allarga il giro di coloro che si drogano, tanto più questi ragazzi,

 per continuare a sentirsi all’avanguardia, salgono di esperienza

in esperienza tutta la scala, spesso fino alla morte precoce.

Per, non dico eliminare, ma almeno attenuare questa piaga, occorre innanzitutto

 far sparire da davanti agli ingressi delle scuole gli spacciatori senza scrupoli

 e privi di ritegni morali.

Dovrebbe essere intrapresa una campagna spietata contro costoro,

che minimano la società proprio nei suoi rami più giovani.

Non devono avere scampo. Non ha importanza se vengono trovati in

possesso di pochi grammi o di qualche chilo di droga: il principio è sempre il medesimo.

 Devono essere considerati come degli assassini con l’aggravante della

premeditazione e del sadismo, perché uccidono lentamente.

Ragazzi, che si credono adulti

 prima del tempo, ci sono sempre stati in ogni tempo e in ogni scuola,

ma se mancheranno loro le occasioni di autodistruggersi precocemente,

può darsi che, anche loro, con il passare degli anni,

 riescono a diventare veramente adulti!